Quello che puoi con quello che hai…

Da bambino guardavo mio nonno mentre costruiva piccoli oggetti con il legno. A volte si metteva a fare degli attrezzi per la sua piccola campagna, mensoline per i barattoli dei chiodi in garage o altre piccole cose. E lo faceva usando legno vecchio, che recuperava da cassette per la frutta o vecchi bancali. Non gliene fregava niente che fossero assi un po’ rovinate, lo faceva per non spendere troppi soldi, per recuperare quel che aveva in disuso. E mi diceva sempre di fare quel che si può con quel che si ha. Poi è diventata una moda, una roba chic… Adesso anche i locali più “in” hanno arredi costruiti con vecchi bancali e materiale di riutilizzo. Ma per me resta sempre e comunque l’insegnamento di mio nonno.

Siamo fatti così.

“Siamo fatti così, cor macello ner cervello”. Ero in giro per Roma qualche anno fa e in un vicoletto ho trovato questa scritta sul muro. Mi è rimasta impressa e ultimamente mi torna in testa. Vediamo come siamo fatti:

Siamo fatti così, con in testa le canzoni di quando eravamo ragazzi.

@_sofysoft (da Instagram) dice che “siamo fatti così, di quei momenti che non dovremmo pensare più a niente… E nel frattempo ridere nel modo più spontaneo e sincero”.

Siamo fatti così, con i tramonti che inseguono le albe, con le birre sul muretto coi soliti quattro amici anche se sono passati più di vent’anni, col calcio da lunedì a domenica e con gli sport meno popolari, ma solo se la Nazionale fa scalpore o se ci sono le Olimpiadi. Allora sì, siamo fatti così, tutti fenomeni, intenditori e CT. Siamo fatti così, di sogni infranti e speranze mai morte, siamo altruisti, cattivi, cinici, invidiosi, menefreghisti o goliardici, con le risate sul viso ma coi cuori che lacrimano.

Siamo fatti così, incazzati neri già dal mattino presto, che non ci va mai bene niente, sempre gli stessi o sempre diversi, sì, siamo fatti così.

@vane.sav (da Instagram) mi ha confessato che “siamo quelli che nonostante le mille batoste prese ci crediamo ancora, e fanculo a chi non ci ha fermati”.

Siamo fatti così, pieni di ricordi, rimorsi e rimpianti ma cerchiamo di andare avanti facendo i duri nei confronti di un futuro che un po’ di paura ce la mette addosso.

@io_marinella (da Twitter) pensa che “abbiamo speso una vita per esprimerci e lottare per le nostre idee. Qualche volta le nostre aspettative si sono concretizzate e in tanti altri giorni invece no. A volte ci sentiamo disincantati o disillusi, ma continuiamo a lottare, giorno dopo giorno. Molto spesso ci sentiamo sempre più Don Chisciotte contro i mulini a vento ma non rinunciamo alla nostra battaglia, anche se resa più difficile da un’ipocrisia fredda e invidiosa, ma noi siamo fatti così. Il sorriso è il nostro benvenuto”.

Siamo fatti così, coi libri letti e riletti e mai capiti, misteriosi per molti e cristallini per pochissimi, un susseguirsi di idee e un andirivieni di emozioni.

@glr2912, Gianluca (da Twitter) sa che “siamo fatti così, un po’ curiosi degli altri ma diffidenti, favorevoli a stare insieme ma non troppo. Siamo fatti per raccontarci e per ascoltare poco. Siamo come l’acqua di un fiume, dobbiamo andare verso il mare per confonderci in mezzo a tanti”.

Siamo fatti di sigarette fumate a metà, di giradischi vuoti, siamo fatti di mare e montagna, di vento freddo e di calura estiva. Siamo quello che siamo perchè ci hanno resi così, perchè ci ribelliamo o perchè come dei pecoroni seguiamo le masse. Che poi n’do cazzo vanno questi io non lo capirò mai. Siamo o non siamo fatti così, o forse vogliamo solo farlo credere. Siamo fatti esattamente come dicono nella canzone dei Flaminio Maphia (quelli che, vi consiglio di ascoltarla, è spassosa e verissima).

Ve la chiudo qui (che tanto l’avete capito come siamo fatti) con una mezza cazzata in rima della mia amica @L_Angelo_Nero_ (da Twitter):

SIAMO FATTI COSì’

CHE PRIMA AMIAMO E POI CI ODIAMO

MA SEMPRE NOI STESSI RESTIAMO

FATTI MALE PER FARCI MALE

CHE DEL BENE PORTIAM LE PENE.

Lo schiaffo della verità.

Ho incontrato gente, sono rimasto solo, ho riso, ho pianto. Ho visto ma non ho guardato, ho sentito ma non riuscivo ad ascoltare. Ho viaggiato e sento la tremenda mancanza di quei viaggi. Mi sono perso negli occhi di alcune persone e mi è capitato di scoprire che quegli occhi non mi guardavano. Ho camminato in luoghi della fantasia che non credevo potessero esistere. Ho dato e ricevuto, a volte non in egual misura. Mi sono distratto ad ascoltare la musica e quando la concentrazione è tornata ho scoperto che quella musica mi stava dicendo chi ero. Ho perso cose, possibilità, speranze, persone. ho cambiato. Sono tornato sui miei passi. Mi sono girato per scappare, poi ho capito che stavo solo prendendo la rincorsa per fare una delle mie solite cazzate. Ho dato ragione, sono stato consolato, ho sfanculato, Sono riuscito a litigare pure coi Santi. Mi sono chiesto se Dio ogni tanto la piazza qualche scommessa su quanto riusciamo a resistere. Mi sono detto di lasciar stare poi invece ho demolito chi aveva la spocchia e la presunzione di saperne sempre di più rispetto a tutti. Poi mi sono svegliato, per un attimo ho pensato fosse solo un sogno o un incubo, invece è la descrizione di ognuno di noi. E lì sono cazzi per chiunque, perchè certe riflessioni sono il semplice schiaffo della verità per chiunque.

I bei lavanderini.

Appunto 2: secondo giorno di dieta e allenamenti. Le ginocchia sono a pezzi ma sullo step ho fatto più di ieri. La fame si fa sentire. Attenzione a contraddirmi che se mi puntate il dito contro potrei mangiarvelo. E come due cretini, io e fratellanza ci siamo messi in testa di ripulire casa. Vive qui da un anno e più e sti 75 mq non sono mai, stati così lustri… Se continua così… Volatili per diabetici. E non venitemi a dire che non sapete cosa siano, su, che per una volta volevo evitare di fare il volgare dicendo cazzi amari.

Diete e allenamenti. Perché ho iniziato proprio ora?

Appunto 1: 80 grammi di riso in bianco con un filo d’olio a pranzo. Per cena fesa di tacchino alla piastra e come se non bastasse, udite udite ho preparato le mele cotte. Aggiungere un inizio di allenamenti, piccoli esercizi in casa ed eccoci qui… Reclusione in modalità ospedale riabilitativo. E come se non bastasse ho finito pure i filtri per rollarmi le sigarette. Se sta cazzo di quarantena non finisce in fretta, andrò fuori di testa.

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